I motivi della guerra in Libia e l'intervento USA, francese, inglese e italiano con missili e aerei ha un obiettivo fondamentale: il petrolio.
La guerra in Libia e l’intervento del contingente formato da Francia, Italia, Gran Bretagna, USA si riconduce perfettamente, purtroppo, al ragionamento che avevamo fatto sulla necessità di nuove forme di energia alternativa e di investire fortemente sulla fusione fredda. È questo il sottile filo che lega le notizie principali di questa ultima settimana (ma anche delle precedenti, se si allarga lo scenario alle rivolte del Nord Africa), ovvero la crisi della centrale nucleare in Giappone e l’intervento militare in Libia: la necessità di avere sempre più energia, con tutti i rischi connessi alla produzione di quella nucleare, ma anche alle guerre e le rivolte collegate al petrolio, di cui il caso della Libia è l’esempio più attuale.Non si può credere che l’intervento militare nel paese finora governato da Gheddafi sia originato solo da ragioni umanitarie: l’obiettivo è ritornare a controllare una delle aree petrolifere più importanti e l’Italia, prima titubante, non ha potuto fare altro che appoggiare subito l’intervento militare per difendere gli interessi dell’ENI. Contemporaneamente le lobby petrolifere statunitensi non potevano stare a guardare, anche se i sondaggi americani al momento sono fortemente contrari a qualsiasi intervento sulla Libia.
Cosa c’entra questo con i temi solitamente trattati da Webmasterpoint.org, ovvero programmazione, news informatiche, Internet e tecnologia? C’entra, perché la parola di fondo che potrebbe evitare questi conflitti si chiama "innovazione" ed è proprio con il progresso tecnologico che ci potrebbe essere la vera pace del mondo. Al contrario, gli stati preferiscono investire su armi e bombe e su vecchie energie, piuttosto che sul futuro. E noi, nel nostro piccolo, finché avremo voce, cercheremo di spiegare con la programmazione e le nostre news informatiche e Internet, l’importanza dell’innovazione e sostenerla dandole più risalto e voce possibile.
Gheddafi: "Guerra se Nato attacca"
Libia, "ci saranno migliaia di morti"
Gheddafi resiste alle proteste e lancia nuovi messaggi in tv: "Migliaia di morti se ci sarà un attacco Usa o Nato". Poi tira in ballo l'Italia: "Berlusconi ricordi che la Libia sono io - ha detto il colonnello -. Abbiamo costretto l'Italia a scusarsi per il suo colonialismo, Roma ha pagato i danni". Intanto l'Ue attiva la Protezione civile. Gli Usa: "Una 'no-fly zone' richiederebbe l'attacco militare". Tre navi da guerra americane nel Mediterraneo.
Segui la situazione in tempo realeObama: "Gheddafi ha perso ogni legittimità, deve andarsene"
"Coloro che si sono resi responsabili di violenze contro il popolo libico saranno ritenuti responsabili. Se Gheddafi se ne va, sarà un bene per il suo stesso popolo". Così Barack Obama ha commentato la crisi libica. "Gli Stati Uniti sono oltraggiati da quanto sta succedendo in Libia, dalle violenze commesse contro il popolo libico. Vorrei che fosse chiaro: la violenza deve cessare, Gheddafi deve andarsene''. Obama ha poi sottolineato di non escludere nessuna opzione di intervento "neppure quella militare", riconoscendo che la situazione potrebbe drammaticamente peggiorare.
Libia, Venezuela: "Per Gheddafi molto positiva mediazione Chavez"
Lo dice un ministro di Caracas Caracas, 3 mar. (TMNews) - Muammar Gheddafi considera "Molto positiva" la proposta di mediazione internazionale lanciata dal presidente venezuelano Hugo Chavez per mettere fine alla violenza in Libia: a dirlo è il ministro venezuelano dell'Informazione, Andres Izarra, che lo scrive su Twitter.
Crimini contro l'umanità, Corte Aja apre inchiesta su Libia
La Corte penale internazionale de L'Aja ha deciso di aprire un'inchiesta sui "crimini contro l'umanità compiuti in Libia dal 15 gennaio scorso": lo ha detto il procuratore generale della Corte, Luis Moreno Ocampo. L'inchiesta riguarda il colonnello Muammar Gheddafi, alcuni suoi familiari in posti chiave di potere, il ministro degli esteri, i vertici dei servizi di sicurezza esterna ed interna, e i esterna ed interna, e il capo della sicurezza personale di Gheddafi.
Napolitano convoca il Consiglio di difesa
Il Presidente della Repubblica ha convocato il Consiglio Supremo di Difesa, al Palazzo del Quirinale, per mercoledi' 9 marzo 2011, alle ore 10.30. All'ordine del giorno della riunione, un aggiornamento del quadro di situazione internazionale, con particolare riferimento ai recenti eventi in Nord Africa e Medio Oriente ed alle aree di crisi ove operano i nostri contingenti militari, all'attuazione della strategia di transizione in Afghanistan, all'evoluzione della minaccia terroristica internazionale e della pirateria e agli esiti del Vertice di Lisbona.
Tre navi Usa verso la costa libica
Si tratta della Uss Kearsarge, che trasporta elicotteri, della Uss Ponce con a bordo munizioni e mezzi da sbarco e della nave da trasporto ''Andrid'' che ha a bordo mezzi blindati. Le tre navi da guerra Usa hanno effettuato il passaggio del Canale di Suez e sono entrate nel Mediterraneo ieri pomeriggio.
Appello Unicef: "Servono fondi"
Mentre cresce la preoccupazione per l'afflusso di rimpatriati e di lavoratori migranti in Tunisia, l'Unicef sta mobilitando ai confini occidentali e orientali della Libia personale e aiuti. Lo riferisce una nota dell'organizzazione che lancia un appello di raccolta fondi per 7,2 milioni di dollari per rispondere ai bisogni immediati di donne e bambini colpiti dalle violenze in Libia. Per questa emergenza l'Unicef ha attivato proprio personale, gia' distribuito lungo le regioni di confine di Tunisia e Egitto; su entrambi i confini, l'Unicef sta lavorando in collaborazione con l'Unhcr, l'Oim, le Societa' della Mezzaluna Rossa di Egitto e Tunisia. Nei prossimi giorni voli charter Unicef raggiungeranno le due capitali confinanti con oltre 160 tonnellate di aiuti (con priorita' per kit per l'igiene e nutrizionali, materiali ricreativi e per il recupero psico-sociale dei bambini) per far fronte ai bisogni umanitari immediati lungo i confini dell'Egitto e della Tunisia
Lega araba studia il piano di pace di Chavez
"Il piano di pace per la Libia proposto dal presidente venezuelano Hugo Chavez e' allo studio della Lega Araba". E' quanto ha affermato il segretario della Lega Araba, Amr Moussa, citato dalla tv satellitare 'al-Arabiya'. "Quella venezuelana e' una proposta che potrebbe portare a una soluzione pacifica del conflitto in Libia - ha affermato - la situazione in quel paese e' ormai drammatica".
Onu: 180mila i profughi dalla Libia
Melissa Fleming, portavoce dell'agenzia dell'Onu per i rifugiati, ha detto che circa 180mila profughi sono in attesa sui confini. Circa 77.300 persone hanno attraversato i confini tra la Libia e l'Egitto, in gran parte egiziani, mentre un numero simile è fuggito a ovest in Tunisia, ha riferito Fleming. Altri 30mila sono ancora in attesa nel Paese, ai confini, tentando di entrare in Tunisia. Fleming ha detto che le forze di Muammar Gheddafi sembrano prendere di mira proprio tunisini ed egiziani, forse credendoli la causa che ha dato spinta alle rivolte popolari contro il regime. Nei Paesi vicini, infatti, i regimi autoritari sono già stati scalzati nei passati due mesi da ondate di proteste. "Ci sono tanti, tantissimi rifugiati terrorizzati" nella capitale di Tripoli e a Bengasi, che hanno troppa paura di essere uccisi per riuscire a muoversi, ha detto Fleming, perché si sentono "braccati" perché vengono scambiati per mercenari ingaggiati da Gheddafi. Human Rights Watch ha detto che la fuga dei lavoratori africani è "particolarmente rischiosa per la minaccia della rabbia popolare contro i mercenari assoldati da Gheddafi.
Libia: gli oppositori non vogliono soldati stranieri
Gli oppositori del colonnello Muhammar Gheddafi "rifiutano l'ingresso di truppe straniere in Libia", per "non trasformare il paese in un nuovo Iraq" e danno il benvenuto invece all'istituzione di una no-fly zone "per impedire a Gheddafi di usare le sue forze aeree per bombardare le zone liberate". E' quanto affermato da un membro del Comitato militare di Misurata, Bou al-Qassem al-Queiry, il quale ha confermato che i rivoltosi controllano la città di Bengasi. "Il popolo libico ha urgente bisogno di scorte e medicinali - ha aggiunto al Queiry, citato dal quotidiano iracheno "Al Zaman" - perché le riserve stanno finendo".
Maroni: pronto anche un piano B
In caso di esodo di massa verso l'Italia, Maroni spiega che verranno predisposte strutture per la prima accoglienza. "I prefetti - dice Maroni - stanno facendo una ricognizione sul territorio nazionale". L'utilizzo del villaggio di Mineo verra' accompagnato da un patto territoriale per la sicurezza con i sindaci dell'area.
Via Libera del governo alle missioni in Tunisia e a Bengasi
Il governo ha approvato la duplice missione umanitaria in territorio nordafricano, come era stato deciso nel vertice tenutosi a Palazzo Chigi martedi' sera. Ad annunciare e a illustrare le linee dell'impegno italiano, sono stati, al termine della riunione del Consiglio dei ministri, Franco Frattini, Roberto Maroni, Ignazio La Russa e Ferruccio Fazio. L'azione, ha spiegato il ministro degli Esteri, si sviluppera' in Tunisia e in Cirenaica".
Ue blocca beni a famiglia e entourage Gheddafi
Da oggi è operativo il blocco dei beni dei sei principali componenti della famiglia Gheddafi e di 20 stretti collaboratori del regime libico. Il regolamento Ue che dispone il congelamento di tutti i fondi e le risorse economiche di queste 26 persone è stato pubblicato ulla Gazzetta Ufficiale dell'Ue ed è entrato immediatamente in vigore.
Nuovo bombardamento su Brega
Un aereo da guerra ha bombardato il terminal petrolifero di Brega, la città libica orientale dove mercoledì gli insorti hanno respinto un attacco aereo e di terra delle truppe fedeli di Gheddafi. Lo riferiscono testimoni.
Rafforzate posizioni a Brega e Adjabiya
Gli insorti libici stanno rafforzando le proprie posizioni sulla costa orientale, in particolare a Brega e Adjabiya, teatro di una controffensiva delle forze fedeli a Muammar Gheddafi che non ha avuto successo. I ribelli sono armati di lanciarazzi, cannoni anti-aerei e anti-carro e qualche carro armato. Molti sono stati addestrati all'uso di queste armi negli ultimi giorni.
Villaggio Italia aiuterà 50mila profughi
Mentre anche la Ue si muove, il Consiglio dei ministri oggi vara la missione umanitaria per aiutare i profughi al confine con la Tunisia. Una nave con aiuti diretta a Bangasi, città liberata dagli insorti, sarà inoltre inviata non appena le condizioni di sicurezza lo permetteranno. Il campo profughi che verrà allestito ai confini della Tunisia dove si stanno ammassando sia libici che decine di migliaia di lavoratori immigrati in Libia sarà gestito da Elisabetta Belloni, capo della Cooperazione della Farnesina ed ex capo dell'Unità di crisi ai tempi della guerra in Iraq e in Afghanistan. Il campo, allestito a Ras Jedir, avrà decine di tende della croce rossa e sarà messo in piedi da una ottantina tra volontari e cooperanti. Identificazione e smistamento dei rifugiati invece saranno compiti dell'Onu, attraverso l'Alto commissariato per i rifugiati.
Catturati tre soldati olandesi
Tre soldati olandesi sono stati catturati da uomini armati durante un'operazione di evacuazione di civili in Libia. Lo si apprende dal ministero della Difesa olandese. Secondo il quotidiano olandese De Telegraaf, i tre soldati olandesi, fucilieri della marina, sono stati catturati da uomini armati del colonnello Muammar Gheddafi mentre a Sirte partecipavano all'evacuazione di due civili, un olandese e un altro europeo, tramite un elicottero.
Chavez: "Missione internazionale di pace"
Il presidente venezuelano, Hugo Chavez, ha parlato al telefono con Muammar Gheddafi proponendo l'invio di una missione internazionale di pace per risolvere il conflitto in Libia. Lo ha annunciato il ministro venezuelano delle Comunicazioni, Andres Izarra. Lunedì il capo dello Stato venezuelano aveva lanciato la proposta di creare una missione internazionale formata da Paesi amici per mediare tra i dirigenti libici e i ribelli.
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